Il Congresso mondiale sull'erba medica approda per la prima volta in Europa. AIFE/Filiera Italiana Foraggi sarà uno dei protagonisti
Ravenna, 25 giugno 2025 – Dal 3 al 6 novembre 2025 la città di Reims, in Francia, ospiterà il Congresso mondiale sull'erba medica (https://wac25.com/) che per la prima volta approda in Europa. L'organizzazione dell'evento è affidata alla Commissione intersindacale dei disidratatori europei (Cide) che conta al suo interno le Associazioni nazionali di Italia, con AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu), Spagna, Francia, Germania, Olanda e Bulgaria per un totale di 160 aziende di disidratazione associate.
L'evento riunirà scienziati, esperti e professionisti da tutto il mondo per condividere esperienze e discutere su come affrontare le sfide future del comparto.
Per saperne di più, abbiamo intervistato il presidente del comitato scientifico del Congresso mondiale, Christian Huyghe.
Dottor Huyghe, innanzitutto quali sono i principali obiettivi di questo importante appuntamento internazionale?
"Il mondo scientifico e quello produttivo si incontreranno a un evento che per la prima volta si terrà in Europa. Sarà quindi un'occasione per condividere i progressi della ricerca e dell'innovazione nella produzione e nell'impiego dell'erba medica per sottolinearne l'importanza. Per questo, in accordo con il Comitato organizzatore composto dai rappresentanti di tutte le Associazioni nazionali dei Paesi europei aderenti a Cide, abbiamo suddiviso il Congresso in diverse sessioni dedicate e previsto uno spazio per un gruppo di 16 giovani, appartenenti sia al mondo accademico che imprenditoriale e provenienti da diverse nazioni, dove potranno confrontarsi e illustrare le loro presentazioni".
È auspicabile a suo giudizio che nella nuova Pac i foraggi disidratati e l'erba medica in particolare assumano un ruolo determinante per l'agricoltura europea?
"Direi proprio di sì. Credo che le peculiarità dell'erba medica rappresentate dalla sua capacità di fissare l'azoto nel terreno e garantire un elevato contenuto proteico, fondamentali nell'alimentazione animale, devono avere un adeguato riconoscimento all'interno della Pac perché sono aspetti determinanti nella visione futura dell'agricoltura: la successiva fase di disidratazione è un valore aggiunto che si collega all'aspetto commerciale in una logica di filiera".
Durante il Congresso ci sarà spazio per un aggiornamento sulla ricerca scientifica indirizzata al miglioramento genetico dell'erba medica?
"Questo sarà un tema centrale in tutte le sessioni previste dal Congresso. Abbiamo deciso di creare una sorta di fil rouge con interventi che, legandosi tra di loro, affronteranno ogni fase produttiva dell'erba medica, mostrando come il miglioramento genetico si integra con l'evoluzione dei sistemi di coltivazione. Non ci sarà quindi una sessione specifica dedicata esclusivamente ai selezionatori e ai genetisti, ma diverse presentazioni che illustreranno i più recenti progressi nel campo della genetica al servizio di sistemi agricoli e alimentari legati all'erba medica".
Avete già una stima di quanti Paesi parteciperanno al Congresso?
"Non ancora, ma sappiamo che le presentazioni e i poster arriveranno da 14 diversi Paesi in rappresentanza di tutti i continenti".
Ritiene che l'erba medica sia uno dei grandi protagonisti nella tutela ambientale e nel miglioramento del benessere animale?
"I sistemi agricoli e alimentari sono chiamati a essere sempre più sostenibili a per questo dovranno saper coniugare performance produttive, ambientali e sociali. L'erba medica può favorire il miglioramento del benessere degli animali all'interno di sistemi produttivi arricchiti e concepiti per aumentarlo. Ritengo che anziché utilizzare il termine protezione dell'ambiente oggi sia più corretto parlare di ripristino ambientale, un obiettivo che può essere raggiunto con una drastica riduzione delle emissioni di gas serra, valorizzando e promuovendo la biodiversità per favorire l'approvvigionamento di servizi ecosistemici di cui l'agricoltura, e in più in generale le attività umane, hanno bisogno senza dimenticare il miglioramento dello stato delle acque irrigue attraverso una gestione più corretta dei fertilizzanti. Le caratteristiche biologiche e agronomiche dell'erba medica sono ideali per la progettazione di nuovi sistemi produttivi che valorizzino ulteriormente la biomassa prodotta e le sue frazioni".
Riccardo Severi riconfermato alla presidenza del Gruppo foraggi essiccati del Copa-Cogeca
Ravenna, 18 giugno 2025 – Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, è stato riconfermato alla presidenza del Gruppo foraggi essiccati del Copa-Cogeca (Comitato delle organizzazioni professionali agricole-Confederazione generale delle cooperative agricole) durante l'assemblea annuale che si è svolta il 12 giugno scorso a Bruxelles. Alla vicepresidenza un'altra riconferma, quella del francese Eric Masset.
"Ringrazio le Organizzazioni che hanno creduto in me e sostenuto la mia candidatura rinnovando la mia nomina alla presidenza del Gruppo foraggi essiccati in Copa-Cogeca, dimostrando nei miei confronti stima e fiducia – sottolinea Severi – Il nostro è un Gruppo di lavoro molto coeso e soprattutto impegnato a promuovere un settore che ha davanti a sé numerose sfide e altrettante opportunità. Nel corso dell'assemblea i temi all'ordine del giorno hanno riguardato innanzitutto l'analisi dei dati produttivi relativi al 2024 e le stime per l'anno in corso nei 5 Paesi europei – Italia, Spagna, Francia, Germania, Olanda e Bulgaria - che fanno parte della Commissione intersindacale dei disidratatori europei (Cide). Lo scorso anno la produzione complessiva di foraggio disidratato ha raggiunto 3.145.878 tonnellate con la Spagna a guidare il gruppo a quota 1.133mila tonnellate seguita da Italia (970.000t.) Francia (770.000t.) Germania (185.878t.) Olanda (68.000t.) e Bulgaria (19.000t.): rispetto alla produzione del 2023 c'è stato un incremento di circa 72mila tonnellate. Per quanto riguarda la produzione 2025, le stime che a inizio anno parlavano di una sostanziale stabilità rispetto al 2024 sono state smentite dalle rese che soprattutto in Spagna e in Francia, con il primo taglio, hanno invece evidenziato un calo significativo dovuto in gran parte agli effetti dei cambiamenti climatici che a periodi particolarmente siccitosi alternano altri con piogge copiose. Fortunatamente l'Italia, pur in presenza di una stagione molto variabile, non ha registrato un analogo andamento. Va sottolineato che gli impianti di trasformazione sempre più innovativi, riescono a compensare con una lavorazione appropriata in termini di qualità la perdita causata dal calo produttivo. Bisogna comunque considerare altre e non meno importanti variabili come le turbolenze geopolitiche a livello internazionale che rischiano di innescare repentine impennate dei costi di produzione. Sempre in riferimento alle conseguenze dei cambiamenti climatici, durante l'Assemblea Copa-Cogeca ci siamo trovati d'accordo sulla necessità di incentivare la ricerca scientifica legata al miglioramento genetico del seme proprio per contrastare gli effetti negativi che le condizioni meteo possono causare alla pianta".
Nella discussione di un dossier molto articolato, l'Assemblea del Gruppo foraggi essiccati guidato da Riccardo Severi ha riservato un ampio spazio alla presentazione dello studio voluto da AIFE/Filiera Italiana Foraggi che analizzando tutte le fasi produttive dell'erba medica disidratata, quindi dal campo alla stalla, ha permesso di ottenere la Certificazione di sostenibilità. Lo studio rappresenta l'intera base associativa AIFE/Filiera Italiana Foraggi distribuita su 8 regioni.
"Il lavoro che abbiamo commissionato e che ha condotto Turtle srl, spin-off dell'Università di Bologna guidato dal professor Augusto Bianchini – afferma Severi – è stato presentato sia al Gruppo foraggi in Copa Cogeca che all'incontro annuale organizzato sempre a Bruxelles con la DG Agri. Si tratta al momento di uno studio unico a livello internazionale che dettaglia nei minimi particolari con rigore scientifico la valutazione dell'impronta ambientale dell'erba medica lungo l'intero ciclo produttivo. La ricerca ha suscitato grande interesse e molta attenzione da parte di tutti i partecipanti ai due incontri in Copa Cogeca e in DG Agri e diversi esponenti del settore, in rappresentanza dei rispettivi Paesi, hanno manifestato l'intenzione di seguire la strada tracciata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi in un'ottica di maggiore valorizzazione e promozione del foraggio, e dell'erba medica in particolare, essiccato e disidratato. La comunicazione a questo riguardo sarà fondamentale – conclude - perché solo attraverso un'informazione corretta e puntuale la filiera potrà raggiungere gli obiettivi che si è data non solo da un punto di vista commerciale ma soprattutto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Come AIFE/Filiera Italiana Foraggi siamo molto orgogliosi di questo studio che non è un punto di arrivo, bensì il nastro di partenza per la corretta valutazione del carbon footprint delle materie prime destinate all'agroalimentare".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi: ottime la qualità e le quotazioni per il primo taglio del 2025
Ravenna, 10 giugno 2025 – Ottima qualità. Rese leggermente inferiori rispetto a quelle di un anno fa. Quotazioni stabili.
Sono positivi i dati relativi al primo taglio dei foraggi, erba medica in primis, destinati all'essiccazione e alla disidratazione prodotti nelle zone vocate del nostro Paese.
Lo rende noto AIFE/Filiera Italiana Foraggi, l'Associazione che copre circa il 90% della filiera a livello nazionale con una produzione che mediamente supera le 800mila tonnellate/anno, di cui il 50% esportato con un fatturato che, con l'indotto, sfiora i 450 milioni di euro/anno.
"La campagna è iniziata bene – puntualizza Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – la qualità è senza dubbio elevata e il mercato nazionale sta rispondendo molto bene sia in termini di richiesta che di quotazioni. Il buon prodotto di campo raccolto, unito alla trasformazione ottenuta con l'utilizzo di impianti moderni e innovativi ha creato una sinergia particolarmente favorevole che sta premiando i produttori".
Scongiurati i problemi legati alla siccità che invece aveva fortemente condizionato la produzione un paio di anni fa, merita una riflessione il dato quantitativo che quest'anno, come detto in precedenza, ha registrato una diminuzione rispetto al primo taglio effettuato nel 2024.
"In effetti è così – prosegue Severi – E tutto è dovuto alla grande variabilità meteorologica che in alcune aree produttive si è manifestata con abbondanti piogge che hanno causato un po' di sofferenza all'apparato radicale delle colture, soprattutto dell'erba medica, condizionando di conseguenza le rese. Purtroppo gli effetti dei cambiamenti climatici sono anche questi ma, come ho detto, l'ottima qualità del primo taglio da poco terminato ha compensato il leggero calo produttivo registrato".
Se il mercato nazionale sta apprezzando il prodotto sia in termini di richiesta che di qualità come sta andando quello internazionale?
"In questo momento il mercato nazionale è quello più ricettivo – sottolinea il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – le richieste dall'estero comunque non mancano e quindi possiamo parlare di una situazione di sostanziale stabilità rispetto agli anni passati. Parallelamente, procedono le nostre iniziative inserite all'interno dei vari progetti internazionali che abbiamo avviato per la valorizzazione del foraggio essiccato e disidratato italiano negli altri Paesi, soprattutto nel SudEst-Asiatico come Vietnam e Indonesia dove esistono interessanti opportunità che intendiamo sfruttare attraverso la partecipazione a rassegne di settore e incontri con i relativi interlocutori".

