AIFE/Filiera Italiana Foraggi grande protagonista al Congresso mondiale sull'erba medica
Ravenna, 10 novembre 2025 – Oltre 500 partecipanti provenienti dalla Cina come dagli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda e dal Sudamerica passando per l'Europa hanno animato il quarto Congresso mondiale sull'erba medica, organizzato dal Comitato internazionale della disidratazione dell'erba medica (Cide), ospitato per la prima volta in Europa e svoltosi dal 3 al 6 novembre scorsi a Reims, in Francia.
Una settantina sono stati i relatori che a vario titolo hanno affrontato tutti gli aspetti che ruotano intorno all'erba medica, riservando inoltre uno spazio molto interessante a diversi dottorandi universitari che hanno potuto presentare sinteticamente i loro elaborati di laurea.
L'Italia era rappresentata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi con la presenza del presidente e del direttore, rispettivamente Gian Luca Bagnara e Riccardo Severi, di un nutrito gruppo di esponenti di diverse aziende associate, di Alberto Palmonari e Valentino Solfrini entrambi dell'Università di Bologna: il primo componente del Comitato scientifico del Congresso mentre Solfrini, nel suo intervento, ha illustrato lo studio sulla valutazione dell'impronta ambientale del foraggio essiccato in Italia commissionato lo scorso anno da AIFE/Filiera Italiana Foraggi a Turtle srl, spin-off dell'ateneo felsineo, grazie al quale le aziende associate hanno potuto ottenere la Certificazione di sostenibilità ISO 14044.
I fattori che guidano i valori dell'erba medica hanno rappresentato l'incipit della relazione di Gian Luca Bagnara, una tra le più apprezzate per la visione prospettica che l'ha caratterizzata.
"Il valore fondamentale dell'erba medica non è essenzialmente la proteina – ha sottolineato nel suo intervento il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi - è qualcosa di molto più complesso perché a determinarlo è ciò che questa coltura diventa: quindi il latte e tutto quello che da esso deriva con la trasformazione in prodotti per l'alimentazione umana. E questo grande valore racchiude il benessere dell'uomo e dell'ambiente che lo circonda, perché l'erba medica traduce a pieno titolo il concetto di sostenibilità grazie alla sua capacità di assorbire il carbonio, utilizzare con efficienza l'azoto, ripristinare la fertilità del suolo, sfruttare adeguatamente la risorsa idrica. Esiste un solo settore che può catturare il carbonio emesso in atmosfera ed è l'agricoltura, il suolo. Questo è il valore autentico dell'erba medica a cui stanno guardando con crescente interesse anche i mercati finanziari. Nei prossimi dieci anni, secondo i dati della FAO, i prodotti a base proteica come il latte e i formaggi registreranno un aumento della domanda, pari a un +1,5% all'anno, proveniente soprattutto dai Paesi asiatici e africani. Ma la richiesta sarà soprattutto riferita alla qualità ed è per questo che occorre lavorare per far nascere e crescere filiere integrate capaci di ricollegare l'agricoltura all'ambiente, la zootecnia alla nostra tavola. È questo il vero significato di sostenibilità".
La qualità dell'erba medica disidratata e le sue potenzialità su scala globale sono stati i temi illustrati da Riccardo Severi il quale, riprendendo il concetto espresso dal presidente Bagnara sul valore dell'erba medica ha ricordato che "le aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi utilizzano impianti tecnologicamente molto innovativi – ha dichiarato – grazie ai quali vengono soddisfatte le richieste del mercato garantendo al contempo un elevato livello di sanificazione che, insieme all'alta digeribilità della fibra contenuta, favorisce un miglior benessere animale. Il nostro impegno non si rivolge solamente all'esportazione verso i Paesi del Medio e dell'Estremo Oriente dell'erba medica disidratata prodotta dalle aziende nostre associate. Siamo infatti impegnati in iniziative finalizzate ad approfondire la conoscenza di questa coltura attraverso manifestazioni fieristiche, seminari, visite in loco come è avvenuto a settembre con una delegazione di professionisti giapponesi e come avverrà nei prossimi giorni con un analogo appuntamento organizzato per ospitare un nutrito gruppo di esperti cinesi. In diverse parti del mondo la richiesta di erba medica disidratata è destinata a crescere ed è per questo che l'Europa dovrà aumentarne la produzione; ma per rispondere a una domanda in espansione sarà necessario mettere in campo delle strategie efficaci. Ne è un esempio il progetto triennale di promozione del foraggio disidratato europeo in Indonesia, Giappone, Vietnam, Taiwan che dall'inizio del 2024 stiamo portando avanti con l'associazione spagnola Aefa rispetto al quale, visto il successo, abbiamo chiesto a Bruxelles un'estensione che ne prolunghi il termine oltre l'iniziale conclusione prevista a fine 2026".
"Il Congresso che si è appena concluso a Reims – è la riflessione conclusiva di Gian luca Bagnara – è stata una fondamentale occasione di confronto e scambio tra attori della filiera provenienti da ogni parte del mondo, un'opportunità davvero unica per gettare basi scientifiche e commerciali di ampio respiro, esattamente ciò di cui il mondo agrozootecnico internazionale e l'ambiente hanno bisogno".
Intanto, dopo la delegazione cinese in arrivo nei prossimi giorni, su loro specifica richiesta un gruppo composto dai più importanti disidratatori francesi arriverà in Italia a gennaio 2026 per un'ulteriore visita presso alcune aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi.
Per la quinta edizione del Congresso mondiale sull'erba medica l'appuntamento è fissato a Shandong, in Cina, nel 2028.
AIFE/Filiera Italiana Foraggi tra i partecipanti al Congresso mondiale sull'erba medica
Ravenna, 27 ottobre 2025 – Dal 3 al 6 novembre 2025 la città francese di Reims ospiterà la quarta edizione del Congresso mondiale sull'erba medica.
Un evento internazionale che per la prima volta approda in Europa, tenuto a battesimo dal Comitato internazionale della disidratazione dell'erba medica (Cide), al quale parteciperanno 28 Paesi provenienti dai cinque continenti con le rispettive delegazioni.
L'Italia sarà rappresentata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi che, inserita fin dall'inizio nel Comitato organizzatore, ha fornito un importante contributo per la buona riuscita dell'evento.
Produttori, utilizzatori finali, accademici, professionisti del comparto e tecnici avranno così la possibilità di incontrarsi e confrontarsi su tutto ciò che ruota intorno al comparto dei foraggi disidratati e dell'erba medica in particolare.
"Questo grande e importante confronto mondiale ci permetterà di mettere a fuoco i tanti e diversi aspetti che riguardano l'erba medica e i foraggi in generale – afferma il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Gian Luca Bagnara – a iniziare da quello economico oggi particolarmente condizionato dagli eventi geopolitici che a livello internazionale impattano molto sui flussi commerciali. Esiste poi anche un tema ambientale, che trova nella coltivazione dell'erba medica un grande alleato per la sua importante capacità di favorire la rigenerazione dei terreni, senza dimenticare che il suo contributo nella razione alimentare dei ruminanti facilita la riduzione delle emissioni. Il Congresso mondiale che si svolgerà a Reims rappresenterà quindi anche un grande momento di analisi e approfondimento per ricollegare l'agricoltura alla zootecnia a vantaggio di un nuovo quanto necessario equilibrio ambientale".
Sul fronte commerciale il Congresso faciliterà contatti e scambi che nel medio-lungo periodo potrebbero rivelarsi strategici sia per i Paesi che come produttori esportano foraggio disidratato, sia per quelli che importano.
"Certamente – continua Bagnara – anche se come dicevo prima le variabili a livello globale sono numerose. Pensiamo ai dazi, ai flussi logistici, all'instabilità causata delle guerre in corso, alla svalutazione del dollaro che rende più appetibili le importazioni, ma penalizza le esportazioni. La grande complessità che pur in modi diversi tutti i Paesi stanno vivendo impatta inevitabilmente su ogni settore, eppure è doveroso gettare il sasso oltre l'ostacolo e creare le basi per stringere nuove collaborazioni. Noi, come AIFE/Filiera Italiana Foraggi lo abbiamo fatto due anni fa con la spagnola Aefa, di fatto a livello internazionale nostra concorrente, siglando l'accordo per il progetto triennale finanziato all'80% dalla UE e del valore complessivo di 1 milione di euro, finalizzato alla promozione del foraggio disidratato europeo su nuovi e potenziali mercati del sudest asiatico. Questo significa fare sistema sfruttando le opportunità che si presentano per permettere alle aziende rappresentate di ampliare o conquistare nuove fette di mercato. Il progetto con la Spagna sta per affacciarsi al suo ultimo anno di attuazione, ma gli ottimi risultati che abbiamo fin qui raggiunto ci hanno spinto a chiederne un'estensione che abbiamo già inoltrato ai competenti uffici di Bruxelles. Se vogliamo crescere in competitività dobbiamo saper intercettare le strade più strategiche: il ricco programma previsto dal Congresso mondiale che si svolgerà a Reims e il livello delle delegazioni internazionali che lo animeranno rappresentano senza dubbio un'occasione che non va sprecata".
A conferma delle dichiarazioni del presidente Gian Luca Bagnara, nei giorni successivi al congresso di Reims la delegazione cinese che vi avrà partecipato farà tappa nel nostro Paese dove verrà organizzata una visita in alcune aziende associate AIFE/Filiera Italiana Foraggi.
"La Cina è un grande importatore di erba medica disidratata – spiega Bagnara – con la quale nel 2016 abbiamo siglato un protocollo di accreditamento permanente che ci permette di esportare i foraggi disidratati prodotti dalle nostre aziende associate garantendo i più elevati standard di qualità. La delegazione che ospiteremo sarà composta da circa 25 professionisti impegnati a vario titolo nel settore dei foraggi disidratati".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi conta una base associativa di circa 30 impianti di trasformazione situati in diverse regioni italiane. Copre quasi il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale con una produzione che mediamente supera le 800mila tonnellate/anno, il 50% delle quali segue la via dell'export. Con l'indotto AIFE/Filiera Italiana Foraggi genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti.
AIFE/Filiera Italiana Foraggi: la visita della delegazione giapponese è stato un successo
Ravenna, 29 settembre 2025 – Si è conclusa la visita di quattro giorni, 21-24 settembre scorsi, della delegazione giapponese composta da 8 operatori del settore, più un giornalista, presso alcune aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi.
L'iniziativa rientra nel progetto triennale EU Dehydrated Fodder, finanziato per l'80% dalla UE e con un valore complessivo di 1,180 milioni di euro, finalizzato alla promozione dei foraggi disidratati prodotti in Europa con l'obiettivo di ampliare le quote di mercato in alcuni Paesi del SudEst Asiatico come Giappone, Vietnam, Indonesia e Taiwan.
"Sono stati 4 giorni molto intensi ma soprattutto di grande interesse reciproco – precisa Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – nel corso dei quali la delegazione giapponese ha potuto visitare gli innovativi impianti di trasformazione di alcune aziende associate, scambiare informazioni, approfondire diversi aspetti legati alla disidratazione del foraggio e dell'erba medica in particolare, comprendere nella sua accezione più completa il concetto di filiera integrata. Il progetto EU Dehydrated Fodder, oltre alla partecipazione alle varie rassegne fieristiche del settore organizzate nei Paesi individuati del SudEst Asiatico, prevede seminari ed educational in Italia e Spagna, che rappresentano i più importanti produttori di foraggio disidratato a livello europeo. Per noi era importante mettere in luce la specificità del foraggio disidratato che a differenza di quello essiccato in campo, il più diffuso e conosciuto, garantisce standard elevati in termini di qualità, sanità e sicurezza alimentare grazie a un processo di trasformazione ad alta temperatura che salvaguarda le caratteristiche nutrizionali del foraggio, ma al tempo stesso lo sterilizza, elimina le impurità, l'umidità e il conseguente rischio che si sviluppino delle patologie fungine. Il foraggio disidratato proveniente dalle aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi - prosegue Bagnara - è un prodotto finito, ottenuto da coltivazioni non-ogm su terreni anche marginali dove non si procede con la concimazione azotata come invece avviene in altri Paesi. Questa è la differenza sostanziale rispetto ad altre produzioni estere spesso meno care, perché la nostra competitività non si gioca sul prezzo bensì sulle qualità. Il confronto con la delegazione giapponese è stato molto costruttivo, anche perché conosciamo molto bene il loro approccio molto esigente in termini di qualità ed estetica del prodotto sia per l'alimentazione animale che umana. Siamo convinti che con questa visita gli amici giapponesi abbiano compreso perfettamente il valore del foraggio e dell'erba medica disidratata prodotta negli impianti delle aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi".
"Siamo molto soddisfatti di questa visita – interviene Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – che conferma il successo del progetto EU Dehydrated Fodder nell'organizzazione non solo delle nostre partecipazioni alle rassegne fieristiche di settore come avvenuto nel novembre dello scorso anno a Tokyo, ma soprattutto dell'importanza che le visite come quella giapponese appena conclusa rappresentano, durante le quali i nostri interlocutori possono seguire e conoscere tutte le fasi produttive che le nostre aziende associate adottano per ottenere un foraggio disidratato di altissima qualità, prevedendo laddove è possibile anche visite negli allevamenti bovini e avicoli che utilizzano il foraggio disidratato. Ovviamente questo tipo di iniziative richiede un notevole sforzo in termini di tempo e danaro, per questo è necessario fare riferimento a livello europeo a progetti finanziati. È necessario fidelizzare i potenziali clienti mettendoli nella condizione di verificare con i propri occhi il processo produttivo del prodotto offerto per sottolinearne le caratteristiche. Le aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi non sono solo in grado di garantire un prodotto di altissima qualità organolettica e sanitaria, ma anche di rispondere alle più svariate esigenze che arrivano dai diversi mercati internazionali".
AIFE/Filiera Italiana foraggi: una delegazione di operatori giapponesi visiterà alcune aziende associate
Ravenna, 8 settembre 2025 – Dal 21 al 24 settembre prossimi una delegazione di operatori del settore provenienti dal Giappone, farà tappa in Italia per visitare alcune aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi.
L'iniziativa fa parte del progetto triennale EU Dehydrated Fodder, del valore complessivo di 1,180 milioni di euro di cui l'80% finanziato dalla UE, finalizzato alla promozione dei foraggi disidratati prodotti in Europa con l'obiettivo di ampliare le quote di mercato in alcuni Paesi del SudEst Asiatico come Giappone, Vietnam, Indonesia e Taiwan.
Il progetto, triennale, è partito nel 2024 e terminerà alla fine del 2026 ed è realizzato in partenariato con la Spagnola Aefa (Associazione nazionale dei produttori di erba medica disidratata).
Della delegazione giapponese che visiterà alcune aziende italiane associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi faranno parte 8 rappresentanti di altrettante imprese che già importano foraggio disidratato da alcuni Paesi europei, in special modo da Spagna e Italia oltre che dagli USA, destinato alla produzione di mangimi da fornire alle aziende zootecniche del Paese del Sol Levante, oltre a 1 giornalista.
"Già da diversi anni il Giappone rappresenta un nostro importante partner commerciale – spiega il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Gian Luca Bagnara – Conosciamo molto bene la capillare attenzione che questo Paese dedica all'alimentazione e alla qualità dei prodotti. La visita programmata dal 21 al 24 settembre prossimi permetterà alla delegazione di approfondire alcuni aspetti che caratterizzano l'attività delle nostre aziende associate a partire dalla sanificazione del foraggio disidratato. Durante gli incontri previsti nei quattro giorni di permanenza in Italia, che saranno scanditi anche da un calendario molto fitto di appuntamenti B2B, ci preoccuperemo di illustrare nel dettaglio ai nostri ospiti tutte quelle fasi di produzione e trasformazione che consentono di ottenere un prodotto disidratato con standard sanitari elevatissimi".
"Da circa 15 anni il Giappone importa erba medica e foraggio disidratati italiani – interviene il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi – Da sempre siamo riusciti a consegnare un prodotto che risponde perfettamente alle caratteristiche richieste soprattutto in termini di qualità, un aspetto che per i giapponesi è imprescindibile. Dagli iniziali acquisti del prodotto in pellet sono passati anche ai balloni, segno evidente che la fidelizzazione si è consolidata grazie alla garanzia degli elevati standard qualitativi offerti, in grado di superare sempre le rigide regole normative che il Giappone applica all'ingresso dei prodotti importati".
Nell'ambito delle iniziative previste dal progetto EU Dehydrated Fodder, lo scorso anno AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha partecipato a importanti rassegne fieristiche in Indonesia e in Giappone, rispettivamente al Livestock Expo & Forum e alla Fiera dell'Agricoltura di Tokyo, dove era presente ovviamente anche Aefa. Nella capitale del Sol Levante, la delegazione AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha avuto l'opportunità di illustrare nel dettaglio agli interlocutori giapponesi intervenuti le specificità dell'erba medica e del foraggio disidratato italiano, ponendo l'accento sulla qualità, sulla sanità, sulla tracciabilità che lo contraddistinguono, sottolineando l'opportunità che può rappresentare per il sistema zootecnico giapponese.
"In quel contesto – puntualizza Bagnara – gli incontri bilaterali tra aziende italiane, spagnole e giapponesi sono stati molto proficui e già allora si era parlato di una visita sia in Italia che in Spagna da parte di una loro delegazione da programmare nel giro di un anno. L'intenzione ha preso forma e sostanza e siamo molto lieti di ricevere questi importanti ospiti anche perché, rispetto agli USA che rappresentano l'altro grande esportatore di foraggio disidratato verso il Giappone, noi possiamo vantare un plus qualitativo non facilmente raggiungibile: riteniamo infatti da sempre che la competitività non si gioca sui prezzi bensì sulla qualità".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi conta una base associativa di circa 30 impianti di trasformazione situati in diverse regioni italiane. Copre circa il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale con una produzione che sfiora 1 milione di tonnellate/anno, il 60% del quale segue la via dell'export. Con l'indotto genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti.
Assemblea annuale di AIFE/Filiera Italiana Foraggi: il valore strategico dell'erba medica essiccata per l'agricoltura di domani
Ravenna, 11 luglio 2025 – Alla presenza delle aziende associate si è svolta mercoledì 9 luglio, a Ravenna, l'Assemblea annuale di AIFE/Filiera italiana Foraggi, presieduta dal presidente, Gian Luca Bagnara e dal direttore, Riccardo Severi.
L'incontro si è concentrato sulla presentazione del bilancio delle attività svolte nel 2024 e sui progetti e le iniziative in programma nell'anno in corso.
"Con il riconoscimento della Certificazione di Sostenibilità ISO 14044:2006 rilasciata da DNV Business Assurance e ottenuta da AIFE/Filiera Italiana Foraggi a seguito dello studio condotto dal team Turtle srl del professor Augusto Bianchini, spin-off dell'Università di Bologna – ha spiegato Bagnara - e che ha coinvolto un significativo campione di aziende associate per analizzare gli impatti ambientali derivanti dalla produzione e trasformazione dell'erba medica, oggi possiamo esibire sul mercato nazionale e su quelli internazionali un importante biglietto da visita in tema di qualità, salubrità e sostenibilità ambientale del prodotto essiccato. Attualmente stiamo lavorando per il miglior utilizzo dell'etichettatura e del posizionamento sui documenti del logo DNV da parte delle diverse aziende associate. Sono numerose le strategie in cui abbiamo investito in questi anni e in cui continueremo ad investire consapevoli che l'erba medica rappresenta un prodotto estremamente interessante se parliamo di carbon farming, biodiversità, produzione di proteine vegetali, tutti temi di stretta attualità e ormai imprescindibili quando si parla di agricoltura. A questo proposito – ha continuato Bagnara – avvalendoci del dottor Marco Govi, agronomo, proprio in queste settimane abbiamo avviato uno studio per valutare la qualità dei suoli finalizzato all'impiego di una concimazione a base di biostimolanti che favoriscano il miglioramento delle rese produttive dell'erba medica, un aspetto che quest'anno sta penalizzando i produttori a cui però, e per fortuna, fa da contraltare un'ottima qualità".
"Quello delle rese produttive è un tema che va affrontato da diverse angolazioni – ha sottolineato nel suo intervento Riccardo Severi – a iniziare dal ruolo che possono avere le conseguenze dei cambiamenti climatici. Anche per questo nei prossimi giorni avremo un incontro con la nuova governance di Assosementi per delineare una collaborazione che attraverso la ricerca scientifica sul miglioramento genetico del seme, aspetto che purtroppo in Italia è stato abbandonato da tempo, si possano individuare soluzioni in grado di contrastare gli effetti del clima sulla coltura".
Tra le altre iniziative che AIFE/Filiera Italiana Foraggi sta portando avanti c'è la richiesta, che verrà presentata al ministero della Salute subito dopo l'estate, per ottenere l'aggiornamento delle Linee guida HACCP al fine di contrastare e/o contenere i rischi biotici della coltura.
"Stiamo infine lavorando al Congresso mondiale sull'erba medica che si terrà a Reims, in Francia, dal 3 al 6 novembre 2025 – ha concluso Bagnara – e al quale AIFE/Filiera Italiana Foraggi non solo parteciperà in rappresentanza dell'Italia, ma sta dando un notevole contributo essendo inserita all'interno del Comitato organizzatore".
Allargando lo sguardo a una visione più ampia dell'agricoltura europea di domani, l'intervento di Angelo Frascarelli dell'Università di Perugia ed esperto della Politica agricola comune (Pac) ha portato non pochi elementi di riflessione, a iniziare dalla data in cui, a Bruxelles, verrà presentata la proposta del quadro finanziario pluriennale della Pac 2028-2034: mercoledì 16 luglio.
"Rispetto ai tempi inizialmente previsti – ha affermato Frascarelli – la presentazione di questo importante documento avverrà alcuni mesi prima e questo rappresenta una novità. Che non è la sola. A iniziare dalla dotazione finanziaria che si suppone possa subire un taglio compreso tra il 10 e il 30% rispetto a quella attuale, un elemento che preoccupa a cui si aggiunge un problema che accomuna tutti gli Stati membri e che riguarda la scarsità di giovani imprenditori e operai da inserire nel comparto agricolo, al pari del reddito derivante dall'agricoltura che in Europa si sta progressivamente riducendo. Anche per questo Bruxelles sta lavorando per rendere più attrattivo il settore, puntando ad aumentare la competitività e la resilienza di fronte alle sfide globali, aumentando la sostenibilità e l'integrazione con la natura e valorizzando il cibo e la qualità della vita nelle aree rurali. Sicuramente la diversificazione del reddito agricolo – ha concluso Frascarelli – dovrà ricoprire un ruolo molto importante e si dovrà puntare su una maggiore diffusione di impianti agrovoltaici per aumentare la produzione di agroenergie. Nulla è ovviamente ancora deciso, ma tra le luci e le ombre della nuova Pac un dato è sicuramente positivo: la decisione arriverà nel secondo semestre 2026, quando alla presidenza del Consiglio europeo siederà l'Irlanda".
Il Congresso mondiale sull'erba medica approda per la prima volta in Europa. AIFE/Filiera Italiana Foraggi sarà uno dei protagonisti
Ravenna, 25 giugno 2025 – Dal 3 al 6 novembre 2025 la città di Reims, in Francia, ospiterà il Congresso mondiale sull'erba medica (https://wac25.com/) che per la prima volta approda in Europa. L'organizzazione dell'evento è affidata alla Commissione intersindacale dei disidratatori europei (Cide) che conta al suo interno le Associazioni nazionali di Italia, con AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu), Spagna, Francia, Germania, Olanda e Bulgaria per un totale di 160 aziende di disidratazione associate.
L'evento riunirà scienziati, esperti e professionisti da tutto il mondo per condividere esperienze e discutere su come affrontare le sfide future del comparto.
Per saperne di più, abbiamo intervistato il presidente del comitato scientifico del Congresso mondiale, Christian Huyghe.
Dottor Huyghe, innanzitutto quali sono i principali obiettivi di questo importante appuntamento internazionale?
"Il mondo scientifico e quello produttivo si incontreranno a un evento che per la prima volta si terrà in Europa. Sarà quindi un'occasione per condividere i progressi della ricerca e dell'innovazione nella produzione e nell'impiego dell'erba medica per sottolinearne l'importanza. Per questo, in accordo con il Comitato organizzatore composto dai rappresentanti di tutte le Associazioni nazionali dei Paesi europei aderenti a Cide, abbiamo suddiviso il Congresso in diverse sessioni dedicate e previsto uno spazio per un gruppo di 16 giovani, appartenenti sia al mondo accademico che imprenditoriale e provenienti da diverse nazioni, dove potranno confrontarsi e illustrare le loro presentazioni".
È auspicabile a suo giudizio che nella nuova Pac i foraggi disidratati e l'erba medica in particolare assumano un ruolo determinante per l'agricoltura europea?
"Direi proprio di sì. Credo che le peculiarità dell'erba medica rappresentate dalla sua capacità di fissare l'azoto nel terreno e garantire un elevato contenuto proteico, fondamentali nell'alimentazione animale, devono avere un adeguato riconoscimento all'interno della Pac perché sono aspetti determinanti nella visione futura dell'agricoltura: la successiva fase di disidratazione è un valore aggiunto che si collega all'aspetto commerciale in una logica di filiera".
Durante il Congresso ci sarà spazio per un aggiornamento sulla ricerca scientifica indirizzata al miglioramento genetico dell'erba medica?
"Questo sarà un tema centrale in tutte le sessioni previste dal Congresso. Abbiamo deciso di creare una sorta di fil rouge con interventi che, legandosi tra di loro, affronteranno ogni fase produttiva dell'erba medica, mostrando come il miglioramento genetico si integra con l'evoluzione dei sistemi di coltivazione. Non ci sarà quindi una sessione specifica dedicata esclusivamente ai selezionatori e ai genetisti, ma diverse presentazioni che illustreranno i più recenti progressi nel campo della genetica al servizio di sistemi agricoli e alimentari legati all'erba medica".
Avete già una stima di quanti Paesi parteciperanno al Congresso?
"Non ancora, ma sappiamo che le presentazioni e i poster arriveranno da 14 diversi Paesi in rappresentanza di tutti i continenti".
Ritiene che l'erba medica sia uno dei grandi protagonisti nella tutela ambientale e nel miglioramento del benessere animale?
"I sistemi agricoli e alimentari sono chiamati a essere sempre più sostenibili a per questo dovranno saper coniugare performance produttive, ambientali e sociali. L'erba medica può favorire il miglioramento del benessere degli animali all'interno di sistemi produttivi arricchiti e concepiti per aumentarlo. Ritengo che anziché utilizzare il termine protezione dell'ambiente oggi sia più corretto parlare di ripristino ambientale, un obiettivo che può essere raggiunto con una drastica riduzione delle emissioni di gas serra, valorizzando e promuovendo la biodiversità per favorire l'approvvigionamento di servizi ecosistemici di cui l'agricoltura, e in più in generale le attività umane, hanno bisogno senza dimenticare il miglioramento dello stato delle acque irrigue attraverso una gestione più corretta dei fertilizzanti. Le caratteristiche biologiche e agronomiche dell'erba medica sono ideali per la progettazione di nuovi sistemi produttivi che valorizzino ulteriormente la biomassa prodotta e le sue frazioni".
Riccardo Severi riconfermato alla presidenza del Gruppo foraggi essiccati del Copa-Cogeca
Ravenna, 18 giugno 2025 – Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, è stato riconfermato alla presidenza del Gruppo foraggi essiccati del Copa-Cogeca (Comitato delle organizzazioni professionali agricole-Confederazione generale delle cooperative agricole) durante l'assemblea annuale che si è svolta il 12 giugno scorso a Bruxelles. Alla vicepresidenza un'altra riconferma, quella del francese Eric Masset.
"Ringrazio le Organizzazioni che hanno creduto in me e sostenuto la mia candidatura rinnovando la mia nomina alla presidenza del Gruppo foraggi essiccati in Copa-Cogeca, dimostrando nei miei confronti stima e fiducia – sottolinea Severi – Il nostro è un Gruppo di lavoro molto coeso e soprattutto impegnato a promuovere un settore che ha davanti a sé numerose sfide e altrettante opportunità. Nel corso dell'assemblea i temi all'ordine del giorno hanno riguardato innanzitutto l'analisi dei dati produttivi relativi al 2024 e le stime per l'anno in corso nei 5 Paesi europei – Italia, Spagna, Francia, Germania, Olanda e Bulgaria - che fanno parte della Commissione intersindacale dei disidratatori europei (Cide). Lo scorso anno la produzione complessiva di foraggio disidratato ha raggiunto 3.145.878 tonnellate con la Spagna a guidare il gruppo a quota 1.133mila tonnellate seguita da Italia (970.000t.) Francia (770.000t.) Germania (185.878t.) Olanda (68.000t.) e Bulgaria (19.000t.): rispetto alla produzione del 2023 c'è stato un incremento di circa 72mila tonnellate. Per quanto riguarda la produzione 2025, le stime che a inizio anno parlavano di una sostanziale stabilità rispetto al 2024 sono state smentite dalle rese che soprattutto in Spagna e in Francia, con il primo taglio, hanno invece evidenziato un calo significativo dovuto in gran parte agli effetti dei cambiamenti climatici che a periodi particolarmente siccitosi alternano altri con piogge copiose. Fortunatamente l'Italia, pur in presenza di una stagione molto variabile, non ha registrato un analogo andamento. Va sottolineato che gli impianti di trasformazione sempre più innovativi, riescono a compensare con una lavorazione appropriata in termini di qualità la perdita causata dal calo produttivo. Bisogna comunque considerare altre e non meno importanti variabili come le turbolenze geopolitiche a livello internazionale che rischiano di innescare repentine impennate dei costi di produzione. Sempre in riferimento alle conseguenze dei cambiamenti climatici, durante l'Assemblea Copa-Cogeca ci siamo trovati d'accordo sulla necessità di incentivare la ricerca scientifica legata al miglioramento genetico del seme proprio per contrastare gli effetti negativi che le condizioni meteo possono causare alla pianta".
Nella discussione di un dossier molto articolato, l'Assemblea del Gruppo foraggi essiccati guidato da Riccardo Severi ha riservato un ampio spazio alla presentazione dello studio voluto da AIFE/Filiera Italiana Foraggi che analizzando tutte le fasi produttive dell'erba medica disidratata, quindi dal campo alla stalla, ha permesso di ottenere la Certificazione di sostenibilità. Lo studio rappresenta l'intera base associativa AIFE/Filiera Italiana Foraggi distribuita su 8 regioni.
"Il lavoro che abbiamo commissionato e che ha condotto Turtle srl, spin-off dell'Università di Bologna guidato dal professor Augusto Bianchini – afferma Severi – è stato presentato sia al Gruppo foraggi in Copa Cogeca che all'incontro annuale organizzato sempre a Bruxelles con la DG Agri. Si tratta al momento di uno studio unico a livello internazionale che dettaglia nei minimi particolari con rigore scientifico la valutazione dell'impronta ambientale dell'erba medica lungo l'intero ciclo produttivo. La ricerca ha suscitato grande interesse e molta attenzione da parte di tutti i partecipanti ai due incontri in Copa Cogeca e in DG Agri e diversi esponenti del settore, in rappresentanza dei rispettivi Paesi, hanno manifestato l'intenzione di seguire la strada tracciata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi in un'ottica di maggiore valorizzazione e promozione del foraggio, e dell'erba medica in particolare, essiccato e disidratato. La comunicazione a questo riguardo sarà fondamentale – conclude - perché solo attraverso un'informazione corretta e puntuale la filiera potrà raggiungere gli obiettivi che si è data non solo da un punto di vista commerciale ma soprattutto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Come AIFE/Filiera Italiana Foraggi siamo molto orgogliosi di questo studio che non è un punto di arrivo, bensì il nastro di partenza per la corretta valutazione del carbon footprint delle materie prime destinate all'agroalimentare".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi: ottime la qualità e le quotazioni per il primo taglio del 2025
Ravenna, 10 giugno 2025 – Ottima qualità. Rese leggermente inferiori rispetto a quelle di un anno fa. Quotazioni stabili.
Sono positivi i dati relativi al primo taglio dei foraggi, erba medica in primis, destinati all'essiccazione e alla disidratazione prodotti nelle zone vocate del nostro Paese.
Lo rende noto AIFE/Filiera Italiana Foraggi, l'Associazione che copre circa il 90% della filiera a livello nazionale con una produzione che mediamente supera le 800mila tonnellate/anno, di cui il 50% esportato con un fatturato che, con l'indotto, sfiora i 450 milioni di euro/anno.
"La campagna è iniziata bene – puntualizza Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – la qualità è senza dubbio elevata e il mercato nazionale sta rispondendo molto bene sia in termini di richiesta che di quotazioni. Il buon prodotto di campo raccolto, unito alla trasformazione ottenuta con l'utilizzo di impianti moderni e innovativi ha creato una sinergia particolarmente favorevole che sta premiando i produttori".
Scongiurati i problemi legati alla siccità che invece aveva fortemente condizionato la produzione un paio di anni fa, merita una riflessione il dato quantitativo che quest'anno, come detto in precedenza, ha registrato una diminuzione rispetto al primo taglio effettuato nel 2024.
"In effetti è così – prosegue Severi – E tutto è dovuto alla grande variabilità meteorologica che in alcune aree produttive si è manifestata con abbondanti piogge che hanno causato un po' di sofferenza all'apparato radicale delle colture, soprattutto dell'erba medica, condizionando di conseguenza le rese. Purtroppo gli effetti dei cambiamenti climatici sono anche questi ma, come ho detto, l'ottima qualità del primo taglio da poco terminato ha compensato il leggero calo produttivo registrato".
Se il mercato nazionale sta apprezzando il prodotto sia in termini di richiesta che di qualità come sta andando quello internazionale?
"In questo momento il mercato nazionale è quello più ricettivo – sottolinea il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – le richieste dall'estero comunque non mancano e quindi possiamo parlare di una situazione di sostanziale stabilità rispetto agli anni passati. Parallelamente, procedono le nostre iniziative inserite all'interno dei vari progetti internazionali che abbiamo avviato per la valorizzazione del foraggio essiccato e disidratato italiano negli altri Paesi, soprattutto nel SudEst-Asiatico come Vietnam e Indonesia dove esistono interessanti opportunità che intendiamo sfruttare attraverso la partecipazione a rassegne di settore e incontri con i relativi interlocutori".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha ottenuto la Certificazione di Sostenibilità
Ravenna, 22 maggio 2025 – È di questi giorni la pubblicazione del Rapporto di Valutazione di DNV che decreta ufficialmente il riconoscimento della Certificazione di Sostenibilità ISO 14044:2006 alla filiera delle aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi relativa alla quantificazione dell'impronta ambientale dell'intero ciclo produttivo dell'erba medica.
"Da oggi in poi questo sarà il nostro biglietto da visita da spendere sui mercati internazionali – afferma il presidente Gian Luca Bagnara – frutto dell'approfondita valutazione condotta da un ente di certificazione riconosciuto a livello mondiale come DNV sui risultati ottenuti dal progetto portato avanti da Turtle srl, autorevole spin-off dell'Università di Bologna guidato dal professor Augusto Bianchini che con il suo team, nel corso del 2024, ha svolto un importante lavoro di analisi sugli impatti ambientali derivanti dalla produzione e trasformazione dell'erba medica, coinvolgendo un campione significativo di aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi ognuna differente dall'altra sia per territorio produttivo che tecniche di lavorazione utilizzate. Grazie alla certificazione rilasciata da DNV le chances per competere sui mercati internazionali aumentano non sulla base del prezzo, bensì fornendo una sorta di passaporto che identifica il foraggio essiccato italiano per qualità, salubrità e sostenibilità ambientale, dimostrando con numeri inconfutabili l'incidenza dei costi-benefici che ne derivano".
"I dati che abbiamo raccolto durante il progetto grazie alla collaborazione delle aziende associate ad AIFE coinvolte hanno riguardato la produzione degli ultimi 5 anni di ciascuna impresa, 8.000 ettari di superficie agricola e 150mila tonnellate/anno di foraggio disidratato prodotto – interviene Augusto Bianchini – La loro elaborazione ci ha permesso di stabilire, tra gli altri, che ogni tonnellata prodotta è pari a circa 242kg di CO2 equivalente. Si è trattato di un progetto molto ambizioso e complesso perché non ha riguardato una singola azienda bensì un'intera filiera. In particolare, abbiamo separato l'analisi degli impatti ambientali negativi da quella degli impatti positivi dal momento che ognuna delle due valutazioni ha richiesto metodologie e regole di calcolo differenti, basandoci su norme e standard applicabili con livelli di solidità molto diversi. Il confronto dei dati italiani con quelli di altri Paesi produttori a noi vicini come Spagna e Francia ha evidenziato l'efficienza ambientale della produzione italiana rispetto a quella estera: un dato importante generato dall'utilizzo di impianti e tecnologie innovative e da un maggiore ricorso all'essiccazione naturale. Il riconoscimento della Certificazione di Sostenibilità ISO 14044:2006 – conclude Bianchini - premia indiscutibilmente l'impegno di Turtle srl, ma soprattutto quello delle aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi per la loro capacità di affrontare le sfide dettate dai cambiamenti climatici e da una competitività internazionale sempre più agguerrita".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi: le aziende associate pronte a soddisfare le richieste provenienti dalla Cina
Ravenna, 17 aprile 2025 – Le turbolenze geopolitiche causate dall'ottovolante economico imposto a livello globale dall'amministrazione Trump generano preoccupazioni anche nel settore dei foraggi essiccati, nonostante al momento sia impossibile valutarne l'eventuale impatto.
"In questi ultimi tempi abbiamo visto la Cina riorientare il suo interesse economico verso altri Paesi asiatici oltre che l'Europa – dichiara il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Gian Luca Bagnara – tant'è vero che siamo stati invitati a partecipare al China Animal Husbandry Expo (CAHE) in programma a Quingdao dal 19 al 21 maggio prossimi. Dopo la pandemia i rapporti con il Paese del Dragone si erano diradati, ora invece assistiamo a un rinato dinamismo nei nostri confronti che comunque non ci trova impreparati. Tutt'altro. Le imprese associate ad AIFE sono pronte e in attesa di aprire nuovi canali di commercializzazione consapevoli che per la Cina l'erba medica essiccata a disidratata riveste un ruolo prioritario per il suo sistema agrozootecnico".
"Se la politica dei dazi americani si sta manifestando come un gioco finanziario che sta sconvolgendo gli equilibri economici mondiali – interviene il direttore di AIFE, Riccardo Severi – per quello che ci riguarda vogliamo intercettare il vantaggio commerciale che possono rappresentare per il nostro settore, avvalorato anche dal protocollo di accreditamento permanente siglato proprio con la Cina che le aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi possono vantare in forma esclusiva".
Il dinamismo cinese nei confronti del settore dei foraggi essiccati e disidratati prodotti da Paesi che possono diventare loro importatori è confermato anche dalla presenza già annunciata di una importante delegazione al prossimo Congresso Mondiale sull'erba medica che si terrà a Reims, in Francia, dal 3 al 6 novembre 2025, a cui peraltro AIFE/Filiera Italiana Foraggi, oltre a partecipare, sta attualmente lavorando come membro del Comitato organizzatore.
"Nei giorni immediatamente successivi al Meeting internazionale – conclude il presidente Bagnara – ospiteremo la delegazione cinese per una visita presso alcune delle nostre aziende associate affinché i suoi componenti possano verificare personalmente il processo produttivo dell'erba medica essiccata e disidratata prodotta in Italia. La delicatezza del momento esige grande cautela, ma è proprio in un'ottica di ampliamento dei nostri sbocchi commerciali internazionali che occorre muoversi, facendo leva sul valore dell'intera filiera e del processo produttivo che grazie anche all'innovazione tecnologica degli impianti di trasformazione e alla certificazione di prodotto rappresenta un unicum a livello mondiale".

