Dal contratto quadro di filiera ai mercati internazionali per AIFE/Filiera Italiana Foraggi il 2025 sarà un anno di iniziative importanti
Ravenna, 1 aprile 2025 - Quello di AIFE/Filiera Italiana Foraggi sarà un 2025 denso di iniziative internazionali finalizzate alla promozione sui mercati asiatici del foraggio essiccato e disidratato italiano, grazie soprattutto al progetto europeo che l'Associazione sta portando avanti da oltre un anno con la sua omologa spagnola Aefa, progetto che si concluderà alla fine del 2026 e che è stato finanziato per l'80% del suo valore (1 milione di euro) dalla Ue.
Dal 19 al 21 maggio 2025 alcune aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi parteciperanno in Cina al China Animal Husbandry Expo che si terrà a Qindao, ulteriore tappa di un percorso avviato lo scorso anno con la presenza ad altrettante rassegne agricole che si sono svolte rispettivamente in Indonesia e in Giappone, paese dal quale nei prossimi mesi arriverà una delegazione di esperti per una visita presso alcuni impianti di trasformazione associati. Inoltre, nel prossimo mese di novembre, per conto del Consorzio europeo delle imprese di disidratazione dei foraggi (Cide), la Francia ospiterà il Congresso mondiale delle Associazioni che raggruppano le aziende impegnate nella essiccazione e disidratazione dell'erba medica, a cui ovviamente parteciperà anche AIFE/Filiera Italiana Foraggi che rientra nel gruppo di organizzatori dell'evento.
Nel frattempo si allunga l'elenco delle aziende agricole e di trasformazione che hanno adottato il contratto quadro di filiera esclusivo per i soli associati AIFE/Filiera Italiana Foraggi, approvato nello scorso mese di dicembre dal Ministero dell'Agricoltura dopo un iter burocratico durato alcuni anni, che sancisce di fatto una vera e propria integrazione della filiera.
"Il contratto quadro – spiega il presidente di AIFE/Filiera italiana Foraggi, Gian Luca Bagnara – ha lo scopo di definire in modo chiaro e netto la compartecipazione nella gestione del ciclo produttivo dell'erba medica: sia l'agricoltore sia il disidratatore, con mezzi propri o avvalendosi di terzisti, si dividono le diverse fasi del ciclo produttivo e di conseguenza ne condividono il rischio di impresa con il vantaggio, tra gli altri, di poter accedere nei rispettivi periodi di attività all'agevolazione fiscale per gli oli minerali impiegati nelle attività agricole come previsto dal decreto interministeriale n. 454 del 14 dicembre 2001. Si tratta senza dubbio di un documento innovativo per il settore la cui finalità è una concreta integrazione della filiera, strumento oggi indispensabile per competere sui mercati internazionali".
Tutti i mercati agricoli sono al centro delle turbolenze geopolitiche in corso, compreso quello dell'erba medica, anche se va detto che a livello nazionale l'importante domanda di foraggio sta destando meno preoccupazioni e al momento sembra che il comparto ne stia risentendo meno di altri. "A livello europeo le abbondanti precipitazioni che hanno colpito nei mesi scorsi la Francia, ma anche la Spagna e la Germania stanno generando non poche incertezze in termini produttivi per l'anno in corso – afferma Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – Per quanto riguarda l'Italia il mercato, attualmente, sta rispondendo bene. Le quotazioni relative all'erba medica disidratata attualmente stoccata e registrate nelle Borse merci di riferimento come Bologna oscillano intorno a una media di circa 300 euro/tonnellata, mentre per l'erba medica di campo la forbice può variare tra i 150 e i 250 euro/tonnellata. Si tratta di un trend che nel corso dei mesi non ha subito forti oscillazioni e che per il prodotto disidratato conferma l'importanza dell'innovazione tecnologica legata al processo di disidratazione, aspetto strategico alla base della filiera integrata". Quali sono a questo punto le prospettive di semina per l'erba medica?
"L'intenzione e l'esigenza sono quelle di mantenere la stabilità produttiva – conclude Severi – anche se l'incognita legata alle piogge di questo periodo nelle zone vocate sta mettendo un po' a rischio le semine, a cui si unisce l'incertezza legata ai quantitativi della produzione perché le alluvioni di questi ultimi due anni hanno reso i terreni meno fertili: elemento molto importante da tenere in grande considerazione. Il dato positivo è comunque legato anche all'andamento delle vendite delle aziende sementiere che possono esibire numeri positivi. Le piogge di queste ultime settimane e le temperature non permetteranno comunque di effettuare il primo taglio nei primi dieci giorni di aprile. L'arrivo della nuova campagna avrà un ritardo di 10-15 giorni rispetto agli anni passati".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi conta una base associativa di circa 30 impianti di trasformazione situati in diverse regioni italiane. Copre quasi il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale con una produzione che mediamente supera le 800mila tonnellate/anno, il 50% delle quali segue la via dell'export. Con l'indotto AIFE/Filiera Italiana Foraggi genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti.
La sostenibilità è un'opportunità di business
Ravenna, 3 marzo 2025 – Si è tenuto il 25 febbraio scorso, presso lo Spazio Lab Accademy allestito all'interno di SanaFood (BolognaFiere, 23-25 febbraio 2025) un importante incontro organizzato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi per presentare i risultati del progetto "Valutazione dell'impronta ambientale del foraggio essiccato in Italia", che l'Associazione ha commissionato nel 2024 a Turtle srl, spin-off dell'Università di Bologna, fondato e tuttora amministrato dal professor Augusto Bianchini docente presso l'Ateneo bolognese.
All'appuntamento, che ha registrato in sala un'ottima presenza di addetti ai lavori, hanno partecipato il presidente e il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, rispettivamente Gian Luca Bagnara e Riccardo Severi; il direttore generale del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti; il Responsabile qualità di Inalca-Gruppo Cremonini, Francesco Salieri; il presidente di Assosementi, Eugenio Tassinari oltre naturalmente al professor Augusto Bianchini che ha introdotto i lavori illustrando i risultati del progetto che, come ha dichiarato, "ha coinvolto 5 delle aziende più rappresentative associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi che su base volontaria hanno aderito all'iniziativa – ha spiegato – Sono stati analizzati i dati degli ultimi 5 anni di ciascuna impresa, coinvolti 8.000 ettari di superficie agricola e 150mila tonnellate/anno di foraggio disidratato prodotto. Il tema di progetti come quello commissionato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi parte dalla misurazione, che ne rappresenta la struttura e che in questo caso specifico è stata suddivisa in due fasi. La prima ha riguardato l'analisi dell'impatto ambientale derivante dalla produzione di foraggio essiccato lungo l'intera catena produttiva che dalla lavorazione agricola e dal trasporto passa per la disidratazione, il confezionamento e la distribuzione al cliente finale; la seconda ha invece riguardato la valutazione dei potenziali benefici dovuti alla coltivazione di erba medica, partendo dagli assorbimenti di carbonio per arrivare alla fissazione dell'azoto nel terreno e all'utilizzo dei fertilizzanti. Dall'elaborazione di questi dati è emerso che in termini di CO2 equivalente, la produzione di foraggio nelle cinque aziende coinvolte, si traduce mediamente in circa 242 kg per ogni tonnellata prodotta. Grazie ai risultati ottenuti, ritenuti comparabili, riproducibili, trasparenti e robusti, è stato possibile richiedere e ottenere la Certificazione di sostenibilità ISO 14044 che garantisce il riconoscimento a livello internazionale del metodo utilizzato".
"Oggi, grazie ai risultati di questo progetto innovativo – ha dichiarato nel suo intervento Gian Luca Bagnara – possiamo vantare ed esibire ai nostri stakeholder un passaporto vero e proprio che certifica la qualità del foraggio essiccato e disidratato prodotto nelle aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi, fornendo una solida base per l'avvio di altre attività e la comunicazione dei risultati ottenuti con la Fase 1 del progetto, quella indispensabile per ottenere la certificazione".
"Il progetto deve essere considerato un punto di partenza e non di arrivo – è intervenuto Augusto Bianchini – per favorire ulteriori indagini finalizzate a quantificare i potenziali benefici per la biodiversità, l'erosione del suolo, i sequestri e gli assorbimenti di carbonio".
La tavola rotonda successiva all'intervento di Bianchini, ha coinvolto nella discussione tutti gli altri partecipanti all'incontro che a seconda del comparto rappresentato, bovine da latte, bovini da carne, produzione delle sementi, hanno sottolineato l'impegno a perseguire progetti di autentica sostenibilità che, come ha ricordato Augusto Bianchini nel suo intervento, "non riguarda un singolo processo, bensì l'intero sistema produttivo perché la sostenibilità ambientale, economica e sociale sono strettamente e indissolubilmente legate tra loro: questo ci permetterà di diventare un modello di business in grado di competere sul mercato riducendo i costi".
All'incontro ha fatto una breve visita anche il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, giunto a BolognaFiere in occasione di SanaFood.
AIFE/Filiera Italiana Foraggi a SanaFood per presentare un progetto che porterà alla certificazione di prodotto
Ravenna, 5 febbraio 2025 – "La sostenibilità certificata garantisce la sicurezza alimentare". È questo il titolo dell'incontro organizzato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi in programma alla prossima edizione di Sana Food (BolognaFiere, 23-25 febbraio 2025), durante il quale verranno presentati i risultati del progetto denominato "Valutazione dell'impronta ambientale del foraggio essiccato in Italia: analisi del ciclo di vita, quantificazione degli impatti e valutazione dei benefici", realizzato da Turtle srl, spin-off dell'Università di Bologna fondato dal professor Augusto Bianchini che ne è anche Ceo.
L'evento si terrà il 25 febbraio nel padiglione 18 di BolognaFiere presso lo Spazio Lab Academy a partire dalle ore 14.
"Con questa iniziativa, che ha coinvolto alcune tra le più rappresentative aziende associate, abbiamo voluto portare avanti un percorso iniziato alcuni anni fa con un altro importante progetto, MediCarbonio – dichiara il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Gian luca Bagnara – Grazie al lavoro svolto dal team guidato dal professor Augusto Bianchini siamo oggi in grado di valutare gli impatti, positivi e negativi, dell'intero ciclo produttivo dell'erba medica e avviare il complesso iter che ci porterà alla certificazione di prodotto. Un obiettivo sicuramente ambizioso ma indispensabile per competere sul mercato internazionale non sulla base del prezzo, bensì fornendo una sorta di passaporto che identifica il foraggio essiccato italiano per qualità e salubrità".
"La complessità del progetto che presenteremo all'incontro organizzato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi a SanaFood – interviene Augusto Bianchini – ha riguardato il coinvolgimento di un'intera filiera e non di una singola azienda. Si è trattato sicuramente di una sfida molto ambiziosa che come ingegneri ci ha impegnato in un approccio analitico che ha portato alla suddivisione del problema in parti più gestibili. In particolare, abbiamo separato l'analisi degli impatti ambientali negativi da quella degli impatti positivi dal momento che ognuna delle due valutazioni ha richiesto metodologie e regole di calcolo differenti, basandosi su norme e standard applicabili con livelli di solidità molto diversi. Il confronto dei dati italiani con quelli di altri Paesi produttori a noi vicini come Spagna e Francia – prosegue Bianchini - mette in risalto l'efficienza ambientale della produzione italiana rispetto a quella estera. Un dato importante generato dall'utilizzo di impianti e tecnologie innovative e da un maggiore ricorso all'essiccazione naturale. Esiste poi un altro aspetto da considerare e riguarda la grande variabilità dei territori e dei suoli dove sono dislocate le aziende produttrici e di trasformazione associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi, un elemento strettamente legato alla produzione che non può essere sottovalutato. I dati che abbiamo raccolto con questo progetto rappresentano senza dubbio una base per approfondimenti e verifiche future".
Il nuovo anno di AIFE/Filiera Italiana Foraggi parte dall'introduzione dei contratti di filiera
Ravenna, 14 gennaio 2025 – "Con l'introduzione del contratto quadro di filiera che da quest'anno le aziende agricole potranno stipulare con le imprese associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu), per il comparto dei foraggi essiccati e disidratati si apre un nuovo percorso: insieme alle caratteristiche di un prodotto d'eccellenza si integra il sistema produttivo del territorio, investendo la filiera del ruolo di garante del sistema italiano".
Così Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, commenta la realizzazione di un progetto avviato diverso tempo fa con l'obiettivo di individuare le strategie più efficaci per integrare la filiera e affrontare soprattutto i nuovi mercati internazionali.
"Siamo partiti da un accordo quadro strutturato – continua Bagnara – che definisce le fasi del ciclo biologico e di conseguenza le regole che caratterizzano il processo produttivo. Così, dopo aver ottenuto l'approvazione e la pubblicazione da parte del Ministero dell'Agricoltura, i contratti di filiera tra aziende agricole e imprese associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi sono da oggi una realtà da sfruttare a beneficio dell'intero settore produttivo italiano".
Intanto gli agricoltori sono alle prese con le decisioni da prendere sulle semine primaverili. Secondo alcuni esperti in Emilia Romagna le superfici destinate a grano e a barbabietola nel 2025 si ridurranno a vantaggio di altre coltivazioni compresa l'erba medica, anche in virtù di un aumento della domanda estera e del ruolo che sta assumendo l'Italia nei mercati internazionali.
"È così – interviene Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – le nostre proiezioni confermano una crescita della domanda trainata in Italia dal buon andamento delle vendite dei formaggi e dalla non secondaria necessità di produrre colture che migliorano la qualità dell'ambiente e del terreno. L'erba medica risponde perfettamente a questa necessità perché non solo il suo profondo apparato radicale le permette di ridurre l'apporto idrico, ma essendo tra le altre cose una coltura di rotazione garantisce un arricchimento al terreno di cui beneficia anche la biodiversità. Non dimentichiamo poi la buona marginalità economica che deriva dalla sua coltivazione grazie a una resa costante e alla crescente domanda proveniente dai mercati specifici. Possiamo quindi definire l'erba medica una coltura dal valore multifunzionale e le garanzie offerte dai processi di trasformazione delle aziende aderenti ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi, dotate di impianti innovativi che assicurano i più elevati standard di sanificazione del prodotto, rappresentano un'opportunità molto interessante per gli agricoltori italiani. Diversi Paesi emergenti come l'Indonesia, Taiwan, Giappone stanno aumentando la loro domanda di foraggio disidratato per uso zootecnico, una domanda a cui possiamo rispondere adeguatamente con un prodotto che ha caratteristiche qualitative eccellenti e che proprio per questo si differenzia da quello proveniente da altri Paesi. È questo – conclude Riccardo Severi – l'asso nella manica che vogliamo giocare per essere sempre più competitivi a livello internazionale".
AIFE/Filiera Italiana Foraggi unica invitata del settore foraggi all'Abu Dhabi International Food Exhibition
Ravenna, 2 dicembre 2024 – "Un'esperienza molto positiva che ci ha permesso di illustrare ai nostri interlocutori la sostenibilità del sistema produttivo italiano suscitando grande apprezzamento e soprattutto interesse".
Così Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, di ritorno dall'Abu Dhabi International Food Exhibition, svoltosi dal 26 al 28 novembre scorsi nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, dove insieme al direttore Riccardo Severi e a una nutrita delegazione di aziende associate ha partecipato alla rassegna giunta alla sua terza edizione.
Nell'ambito della manifestazione gli organizzatori hanno promosso anche il primo Global Food Security Summit, un evento pensato per affrontare le sfide globali legate alla sicurezza alimentare con l'obiettivo di individuare e promuovere soluzioni sostenibili.
Nel panel dei relatori internazionali invitati al Summit era inserito anche Gian Luca Bagnara, che nella sua veste di presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi è stato l'unico esponente di un'associazione che trasforma foraggio essiccato e disidratato del mondo occidentale invitato a partecipare all'Abu Dhabi International Food Exhibition.
"Siamo molto onorati dell'accoglienza e dell'attenzione che ci è stata riservata – dichiara Bagnara – Dal canto nostro abbiamo apprezzato l'organizzazione che ha caratterizzato tutta la manifestazione curata in ogni dettaglio e in ogni ambito. Gli Emirati Arabi stanno tenendo in grande considerazione la sicurezza alimentare e le conseguenze dei cambiamenti climatici, per questo sono particolarmente attenti all'innovazione tecnologica, ai sistemi legati all'agricoltura di precisione e a tutto quello che può contribuire allo sviluppo del settore agrozootecnico locale per diventare il punto di riferimento del territorio e delle aree che lo circondano".
"L'eccellenza espositiva che abbiamo potuto apprezzare – interviene il direttore Riccardo Severi – conferma che negli Emirati Arabi esiste la volontà di imprimere un cambio di passo al loro sistema di approvvigionamento alimentare puntando al rapporto diretto con i sistemi agricoli dei vari Paesi. Anche per questo hanno dimostrato grande apertura all'integrazione con le filiere di altre nazioni, perché hanno compreso che la sostenibilità e le tecnologie collegate in questo processo evolutivo è fondamentale".
"Dopo la visita degli esponenti di Adafsa (Autorità per l'agricoltura e la sicurezza alimentare di Abu Dhabi, ndr) avvenuta nello scorso mese di settembre – spiega Gian Luca Bagnara – avevamo gettato le basi per impostare un Piano di lavoro con gli Emirati Arabi che abbiamo perfezionato ad Abu Dhabi e che prevede la condivisione di un protocollo di intesa basato su criteri di controllo qualità e standard produttivi condivisi, un percorso di formazione e informazione sul territorio per accompagnare gli allevatori degli Emirati ad adottare sistemi di alimentazione animale di precisione, rispetto della sostenibilità ambientale e utilizzo razionale delle risorse idriche. La filiera AIFE è l'unico settore agricolo italiano che esporta oltre il 50% fuori Europa, con una considerevole quota destinati agli Stati del Golfo. Oggi, con le premesse legate al protocollo di collaborazione abbiamo davanti la possibilità di riuscire ad allungare la filiera intercettando importanti potenzialità di crescita".
"In questa esperienza che si apre a scenari particolarmente interessanti per il settore del foraggio essiccato e disidratato italiano rappresentato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi – conclude Riccardo Severi – non possiamo dimenticare il grande supporto che l'Ambasciata italiana ad Abu Dhabi ci ha garantito mettendoci inizialmente in contatto con i vertici di Adafsa, proseguito poi con un ininterrotto scambio di informazioni per un costante aggiornamento sull'andamento dei contatti".
"È molto importante lavorare all'interno di un quadro istituzionale – conclude Gian Luca Bagnara – soprattutto perché l'istituzione pubblica rappresenta il vero garante dei controlli".

